La porta della Verità

Posted By Narratore on 6 febbraio 2010

Un’ossessione… Era diventata per lui un’ossessione. Mahelid non aveva altri pensieri che quello. Notte o giorno non faceva differenza. Era una lunga strada verso l’oblio della mente e dei sensi quella che aveva intrapreso. Sentiva che la magia che permeava ogni cosa sene stava andando come le vite di molti uomini nelle più grande guerra che il Creato avesse conosciuto.

Il Regno Egemone, il suo regno, era sulla via del declino, e con esso la civiltà, la cultura, la pace durata per secoli. I segni che aveva trovato sull’isola di Krale non bastavano. Provenienti da ciò che poteva definirsi trascendentale al Creato, avevano avuto il solo effetto di renderlo ancora più distante da tutto quanto lo circondava. Ormai erano anni che il suo unico pensiero era quello. Non poteva finire come tutto stava finendo… lui non poteva morire.

Pkthal, il Drago d’Estate, era lui la chiave secondo gli antichi segni. L’antica e meravigliosa creatura, appartenente ad una razza eletta, comprendendentre così pochi individui che era molto vicina alla leggenda, era sua prigioniera da molti anni.  Aveva una particolarità: era il più giovane dei suoi simili, ma quello che da più tempo osservava il Creato. Come era possibile? Disperato, dopo aver tentato tutto, gli rimase solo che porre fine alla vita della meravigliosa creatura, dorata con dei riflessi argentei che faceva impallidire i più splendenti gioielli dei maestri di Thelion. E qui finì la sua ricerca, mentre il Creato vedeva la fine della Guerra dei Popoli.

Il cuore di Pkthal era una pietra… una pietra meravigliosa, che emanava un’aura che non poteva che asservire Mahelid. I segni acquisirono un nuovo senso… e quel significato Mahelid lo impresse sulla volta del suo rifugio, ripetendo ossessivo che quella era la Verità. Yavhel, il suo discepolo e unico amico, non partecipava alla lucida follia del maestro e a ciò che aveva fatto, e fuggì dalla città dei Re. Egli, con riverente rispetto di ciò che un tempo fu il suo mentore, non disse mai niente, se non dopo molti anni, in punto di morte, quando ormai la magia aveva abbandonato quasi del tutto il Creato… C’era una porta, una porta che dava accesso ai segreti più terribili: esisteva una “Porta della Verità”. Ma Yavehl si premunì che questa non potesse essere osservata da menti non adatte a comprenderne il vero significato. Non disse mai dove si trovasse.Egli lasciò solo negli anni degli indizi, uno per ogni decade di vita vissuta dopo la morte di Pkthal.

Nel 60 GdP moriva l’unico che conoscesse cosa in realtà fosse la Porta della Verità, di cui tanto aveva parlato nelle sue memorie.

Si narra che molti secoli dopo qualcun altro abbia compreso i segreti della Porta… e che questi avesse cambiato il corso della storia del Creato.

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Comments

One Response to “La porta della Verità”

  1. Narratore scrive:

    Questa è una storiella che non ho ancora inserito nel manuale. Ogni segnalazione è benvenuta!

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